La parola più detta dai giornalisti

Con le parole ci lavoro. Le scrivo, le leggo, le ribalto, le accorcio, le taglio, le allungo, e le sento. Certo, le sento. Sento il suono delle mie quando escono dalla bocca, sento quelle dei miei colleghi. E posso dire che quella che più spesso aleggia nell’aria è  “Vaffanculo”. Sì sì, capito bene: “Vaffanculo”.

Il rapporto con le fonti
Le chiami, le cerchi. Per ore, alle volte giorni (le più difficili, in caso opposto bastano pochi minuti). Quando le trovi le devi incalzare, non sempre sono disponibili. Tirano il sasso e nascondono la mano. <Ah, ho capito, quindi mi sta dicendo che questa cosa funzionerà così?> <Mah, non so…vediamo tra qualche giorno, proviamo a risentirci>. <Ma quindi non può confermare nulla?> <No ecco, al momento diciamo di no> <Va bene, la ringrazio COMUNQUE>…Butti giù la cornetta e <Ma vaffanculo vaaaa’…ma pensa te oh, prima mi dici le cose e poi… ma io non lo so…>.

Il rapporto con gli Uffici stampa
Nel mezzo della fase di planning, con diecimila cose da leggere e sei persone a cui dar retta e parla con questo e chiarisci con quello, squilla il telefono: <Pronto?> <Sì ciao, sono Sempronio di Vattelapesca, senti ti ho cercato un mese fa ti volevo ricordare che…> <Sì, ok… ah sì sì certo…guarda oggi non so, adesso vedo> <Sì ma ti volevo dire che – 10 minuti di spiegazione monologo sull’importanza estrema e imprescindibile del tema in questione – quindi ecco se potessi…> <Sì adesso vedo, davvero, ciao> <Ciao>. Attacchi e <Ma vaffanculo va’, ma ti pare che mi sbrodoli vita morte e miracoli di sta’ cosa, che già non ho tempo di respirare>.

Il rapporto con le segreterie
Chiami una volta, due, tre. <Salva, sono tizio della tot testata, sto cercando il Dottor, Professor, Ingegner, Architet, Geolog, Espert di… sa, ne avrei bisogno, ho una dead line, il giornale è quotidiano…> <Non c’è…lo trova domani…> <Ok grazie> Attacchi e: <Ma vaffanculo vaaa’, ma se ti dico che ho URGENZA oggi, vuol dire che domani non mi serve  domani no????>

Il rapporto con le pagine
Ci sono giorni che proprio non escono. Gli attacchi dei pezzi, i titoli. E quando la pagina non dà tregua, o per sbaglio cancelli una cosa, fai casino con la grafica o che so io, c’è solo una cosa da dire: Ma vaffanculoooo, quaesta biiiiip di lettera che non ci sta, ma biiip biiiip, e che biiiip!>

Il rapporto con le dirette tv e la concorrenza
La televisione è accesa sui tg. Passano le dichiarazione dei vari politici: “Seeee, ma vaffanculo va’! Ma pensa te che faccia tosta, a dire ste cose con la gente che non riesce  più a campare!> Oppure, la mattina, alla lettura dei giornali davanti ad un “buco” (notizia mancante sul proprio, di giornale, a differenza degli altri): <Nooo, ma vaffanculo va’, questa loro la sapevano perché conoscono bene quel tizio> oppure <Ma vaffanculo va’ non è vero questa l’hanno solo pompata!>
O, in alternativa, davanti a “buco” dato in precedenza: <Ahahhaha, ma vaffanculo va’, questa noi l’abbiamo data una settimana fa!>

Lo so, il quadro non è confortante, e a tal proposito, per dovere di cronaca, occorre precisare che:

1.Non mi riferisco a TUTTI i colleghi
2. Questo non è un pezzo di cronaca, ma un post. Quindi traposizione di osservazioni in libertà. Insomma non me ne vogliano quelli che stanno all’altro capo del telefono, non è sempre così e i riferimenti a fatti e persone sono (qualora ce ne fossero) puramente casuali.
3. Non si tratta di regole, ma di “situazioni tipo”, per cui non è il decalogo del giornalista e le sue reazioni “forti”.

giornalisti

  • http://www.smeerch.it Smeerch

    Non ti telefonerò mai più! :D

  • Lightbaby

    Diciamo che, sebbene non abbia ancora sperimentato il punto 4, il quadro è perfetto. Aggiungerei però anche il momento conferenza stampa, topico nella giornata giornalistica. Vai, ascolti le parole dell’Assessore, del Consigliere, del Sindaco, dell’esperto o del genio di turno, poi scattano le domande a cui la risposta è quasi sempre evasiva (se la questione è di vitale importanza tipo soldi e/o finanziamenti) o è la bella copia delle parole già dette. Tempo passato: un’ora, se va bene e non considerando gli spostamenti.
    Anche in questo caso scatta il “MaVaffanculo!”… e penso che ogni volta che si dica, venga dal profondo del cuore.