Salviette ego-struccanti
Chi si sembra, e chi si è. Come passarsi una mano di struccante e vedere quello che c’è sotto. Se se ne usa poco, di makeup, il risultato non è poi così diverso, anche se quasi sempre peggiore. Mai come in questi ultimi mesi pare esserci una notevole discrepanza tra quello che credo di sembrare all’esterno (che tende a coincidere con la maniera in cui penso me stessa) e quello che invece l’esterno dice che io sembri. Sottile rimpallo di visioni e di ruoli, che non sempre si fa divertente. Credo di aver fatto sempre i conti con quello che la gente si aspetta da me, o come mi è stato fatto notare di recente, con le aspettative che io (volontariamente o meno, aggiungerei) ho creato. Non di rado con qualche “ansia da prestazione”. Se dai 10, la gente si aspetta 10 e guai a sgarrare. Se hai sempre dato 5 e per una volta dai 7, invece, la platea urla al successo. Quello che mi sfugge, è se il commissario più severo mi sia seduto davanti, o dentro. Per questo ogni tanto lo faccio diventare uno svogliato e simpatico pigrone, che guarda il candidato e gli dà l’ok con non curanza: <Sì sì, va bene dai…>.
E’ stato quasi sempre un percorso a tappe bruciate, a fasi evitate di netto. Molta sabbia intatta durante il salto in lungo, anche se in qualche atterraggio uno dei due piedi ha fatto il passo falso, lasciando l’impronta prima del dovuto. Per carità, non che se ne faccia un dramma, da queste parti. Ormai è un pregio quanto un limite, un valore aggiunto quanto una privazione. Una gara le cui regole si fanno giorno dopo giorno, e il premio diventa sovvertirle. Alle volte penso di sembrare meglio di quello che sono e puff, scopro il contrario. Scopro una durezza percepita che non sento nella mia indole (non sarebbe meglio “ìn-dote”?), ma se la vedono tutti da qualche parte dovrà pur esserci. Scopro un’immagine riflessa negli altri un po’ ostile e permalosa, quando la mia percezione è di apparire, a tratti, fin troppo condiscendente. Massì, è un sottile equilibrio, lo so. Massì, sono ancora in “fase di definizione”, lo so. Massì, “cosa vuoi che importi cosa la gente dice”. No no, importa eccome. E non stiamo qui a raccontarci fregnacce su noi che “ce ne sbattiamo” di quello che pensano le persone. Ovvio, dipende dalle persone, ma io ci tengo, certo che sì. Perché è stupido pensare di “essere” in quanto limitati a noi stessi, come se le linee del nostro corpo fossero i confini nazionali, e poi esistesse il pedaggio alla dogana. Qui tutti arrivano, visitano il paese, scattono due foto, e poi quando tornano a casa fanno il resoconto della gita. Lo fanno tutti, lo facciamo tutti. Per questo è curioso scoprire il punto esatto dove la comunicazione si perde, dove gli atteggiamenti vengono confusi e le parole di disperdono in significati diversi. Sarebbe interessante capire il punto esatto in cui questo avviene dentro, e dove fuori. Ci deve pur essere un gap, da qualche parte. Boh, forse la personalità funziona come la mia connessione intenet: sai che c’è, ma non sempre regge. E se clicchi su “aggiorna”, spesso salta tutto. “Impossibile trovare pagina”. In questi casi, provare a riavviare.
Adesso non voglio fare il “lecchino” (poi tu penserai chi cavolo è stu scemo che commenta sempre, non avrà niente da fare) ma questo è uno degli argomenti più affascinanti che esistano, è da tanto che ne volevo scrivere, ma non sono riuscito ad argomentarlo.
E’ interessante capire come noi veniamo percepiti, alla fine le nostre interazioni hanno il limite di una visione piuttosto parziale e soggettiva. Pensiamo di essere in un determinato modo, ma basterebbe fare una chiaccherata con gli amici per rendersi conto che il risultato è leggermente diverso da quello che pensiamo.
Certamente è importante l’opinione delle persone che ci circondano, viviamo in un mondo molto dinamico, non avrebbe senso solo quello che noi pensiamo. Credo che le persone che ci conoscono meglio notino meno gap fra quello che crediamo di essere e quello che siamo.
Un solo punto non capisco: perchè tu dovresti coincidere con le aspettative che hanno gli altri su di te. E’ vero che molto volte si viene identificati in determinato modo e ci fa anche comodo ( per semplificare: ho un battesimo stamattina ma sapendo che gli altri pensano che non mi interessa la cerimonia e che si aspettino che arrivi in ritardo, sto tranquillamente facendo di tutto per non deluderli.Ho dormito anche un’ora in più, buttala via), è vero che l’opinione che hanno alcuni ci determina in alcuni argomenti, ma non vedo il motivo di procurarsi tutta questa tensione. Ci sono passato, fa solo male.
Bene come al solito tu sei stata precisa, io molto confuso. E come al solito sono ritardo. Mi uccideranno. :)
ciao
P.S. :lo sapevo che eri permalosa!!! ;)
grrrrrr! non sono permalosa! o almeno non in eccessiva misura rispetto alla media…eheheh. ma no via. Per quanto riguarda le aspettative, il discorso era sottilmente diverso, ma forse l’ho confuso con gli altri: in quel caso non sono io interessata a coincidere, quanto gli altri a pretendere che io lo faccia. Ehm, un po’ contorto in effetti. Era comunque diverso dal passaggio in cui dico che quello che credo di essere alle volte non è quello che gli altri credano che io sia. Aaaaa, che ginepraioooo!!!
Facciamo così… tu continua ad arrivare in ritardo, e siamo d’accordo… e io… boh, per me studierò qualcosa :)
ps. c’è qualcuno che commenta di cui penso “uh che palle stu scem ha scassato la wollera”, ma non sei tu :)
Ummh tu dici!!!! ok ti credo.Non ti preoccupare sono io che la mattina non mi connetto subito. Beh se è quello che vogliono gli altri, dipende da chi sono, è un bel problema. Wollera? Da noi si dice wallera, intendiamo la stessa cosa? Per la cronaca non sono stato l’ultimo, che tristezza, ho deluso tutti :)
Quello che gli altri vedono, quello che dicono di te , quello che sei !! problemi da niente, amica mia. Si convive una vita (fattelo dire da un vecchietto come me) con il dilemma , ma io chi sono?
consiglio per divertirsi un po’ : una mattina alzati ( con comodo pero’ e senza ansia possibilmente) e comportati esattamente al contario di come gli altri si aspettano o di come sei o insomma vedi tu, recita una parte di te che magari hai tenuto nascosto o non sai di avere.
Come vedi è facile finire nei meandri dell’ animo umano, anche perche’ dopo il giochino suggerito i dubbi aumentano, pero’ gli altri non daranno per scontato che tu ci sei e ti comporti allo stesso modo !!!
ciao ciao green
Buona idea green!!! Ci provo, giuro che un giorno ci provo (non assicuro la riuscita eh). Ecco, magari al lavoro evito, che dici? ;)
bacio bacio bacio carissimo
dì
giusto per contraddirti !! al lavoro funziona meglio è il luogo dove trascorri piu’ ore e quindi puoi fare allenamento.
Non dobbiamo piacere agli altri a tutti i costi, dagli altri vorrei ottenere, se me lo merito, stima e rispetto (sono terrone), e se essere permalosi serve, ben venga anche quell’ aspetto. Importante è piacersi, ma anche piacere agli altri (quando si raggiunge l’ equilibrio non è niente male). Cosi’ adesso oltre a franco ci sono anch’ io ad essere un po’ confuso!!! meno male che c’ e’ la nostra musa ispiratrice e precisina ! ah ah ah ……bacio
Eh eh eh, ho capito, questa è una congiura!!! :) . Oppure, per chiedere un’informazione
Non vorrei aver mandato un messaggio sbagliato: ovvio che non mi sognerei mai di cambiare per piacere agli altri (a chi poi? Se uno dovesse cambiare per ognuna delle persone “fuori”, starebbe fresco, e soprattutto schizofrenico), dico solo che non è vero che i nostri atteggiamenti non escano condizionati dal confronto con l’esterno.
Per quanto riguarda il lavoro sai, temevo ti riferessi a quel genre di campo come sperimentale, ma io pensavo che non ho mica tanta voglia di essere licenziata… tendenzialmente, nonostante attimi scuri e permalosi (quelli che mi recriminano alcuni), mi ritengo tendenzialmente gentile: quindi t’immagini se mi girassi tutta incazzata? che so, tipo così:
No via, io dico che ho mi danno ferie con sostegno, oppure mi licenziano.
Comunque penserò a dove sperimentare il tutto. Ciao, La musa rompiballe :)
baciooooo green!
Chiedo pubblicamente scusa a diletta, non sei permalosa, ho detto una clamorosa bugia, facevo solo il simpatico (mannaggia a me). Ummh come ne esco, fammi pensare…… Ecco ci sono : diletta è una persona estremamente gentile e dolce. Ma come tutti può avere giornate complicate.
Ecco così va molto meglio, giuro non lo faccio più : )
Ciao
@green so perché siamo confusi, è colpa delle nostre radici comuni. Non esiste altra spiegazione. Ciao
@franco hei, ma anche iio ho radici in Terronia (fieramente per giunta).
ps. non crederne di esserne uscito, che quella là mi suona tanto come la “ragione dei fessi) :P
allora, sta lista la fate???
eh no, tu non sei mai contenta, ho ammesso le mie colpe, dovresti apprezzare le mie intenzioni, più che il risultato :). Perchè pensi sempre male, uff…
Anche tu della terronia, di dove? ( beh anche io ne sono fiero)
La lista è una bella idea, dammi solo il tempo di pensarci. Ci sto. Ma cavolo 20 punti sono tanti.
Qualcuno mi da una mano?
Ok, allora ti credo (hihihihih).
Terronia di Puglia, entrambi genitori nati lì :=)
Per la lista, hai un appello di Green giusto giusto nel post qui sotto, ha lanciato la sfida… Vai a vedere, che aspetto i risultati!!! :P
ps. se venti sono tanti, forse è perché noi facciamo meno c*****e! :P :P
ok vado a vedere….ho molti colleghi della Puglia…bel posto…soprattutto il Salento…
Io sono della mitica Calabria….
Voi meno C…..e, ma quando mai….siete il paradosso personalizzato…impossibili da capire….con voi bisogna fare sempre il contrario di quello che si pensa….certi mal di testa….non mi ci fare pensare……
Siamo alla fine entrambe le persone: quella che vedono gli altri e quella che vediamo noi. E’ sbagliato cristallizzarsi in un unico ruolo…sii sempre camaleontica, non aver paura di apparire o scomparire, di mostrare il tuo lato migliore e quello peggiore, quello più forte e quello più fragile. Continua a sorprendere e a sorprenderti…e ama sempre ogni parte di te..gli altri non faranno fatica ad amarti a loro volta…
@Asia lo so cara, e credo che l’amarsi in toto sia una delle missioni più difficili. Sull’essere camaleontici, ci puoi giurare che ci riesca; sempre inteso come adattamento e crescita e non come maschera per farsi belli agli occhi altrui. In quanto al sorprendersi…grazie al cielo io e te ne sappiamo tirar fuori di cose per cui farlo, anche se spesso quella coltre di nebbia costringe alla distanza di sicurezza e alle illusioni ottiche. Ma ora che ci penso, gli occhiali li portiamo no? enzà… bagacagà! (esortazione non a te diretta, dear fdc) :)