Piccole, facili regole. Giusto per capirsi

Breve prontuario (aggiornato secondo esperienza, quindi suscettibile ad update) di quello che un uomo non dovrei mai dire ad una donna, o fare.

1. Laciare un biglietto accanto al letto, la mattina prima di andare via, con scritto “Grazie della bella serata”. [Oh ma no caro, grazie a te di avermi fatto sentire come un qualsivoglia diversivo alla pari di un cinema o un ristorante cinese o che so, una partita a bocce]
2. Guardare con fare intenso negli occhi e dire: <Dammi due giorni, e te lo faro dimenticare>. [Ehm, forse molto prima di due giorni vorrò dimenticare te, forse non ci siamo capiti] o <Ti farò passare i giorni più belli della tua vita>. [Ma che ne sai? Fammeli passare e poi ne parliamo se siano stati i migliori della mia vita no?]
3. Uscire e a metà serata, in preda ad una crisi d’ansia, chiamare al telefono un’altra che, incazzata, aveva inviato un messaggio. [Fai pure, se vuoi che mi eclissi nonostante la serata insieme, tranquillo. Se credi puoi anche lasciarmi sola seduta al ristorante o perché no, all’angolo di strada. Ah no scusa, la macchina è mia]
4. In un momento di tenerezza: <No, ma tu lil tuo peso lo porti con disinvoltura> [Oh, David di Michelangelo, carino il tuo giro di parole per dirmi che sono sovrappeso]
5. Chiamare dopo due mesi di assoluto silenzio da ambo le parti e dire <Ti sono mancato? Certo che sei ‘na rosicona!> [Ascolta cicciobello, mi fossi mancato, dico che ti avrei chiamato io, che dici?]
6. Scherzare e “simpaticamente” chiamarti “buzzicona” a più riprese. [Ma che simpatico giocherellone che sei. ‘Scolta un po’, ma se sono tanto buzzicona, cavolo ci facevi appiovrato alla sottoscritta due giorni fa?]
7. Un classico di tutti i tempi <Devo ritrovare me stesso>. [Attenzione, lo possono fare ovunque: c’è chi cambia Paese e a chi basta solo farsi ‘na corsetta sulla spiaggia, favoloso. Ma il concetto è sempre quello: “Cara, amore mio, fuori dalla balle”].
8. Lasciare la foto della propria ex proprio sopra il letto [dico io, mettila in sala, appesa a una parete qualsiasi, ma non tipo santino sul letto no?]
9. Ripresentarsi dopo mesi dall’eclissi mai giustificata con un finto messaggio inviato a tutta la rubrica <Hei ragazzi, cambio numero, mi levano l’aziendale sigh sob, quello nuovo è 33….> [Ma speriamo ti levino anche la macchina se è per questo, così impari]
10. Dire <Il problema non sei tu, sono io> [Ah, su questo ci puoi giurare]
11. Mettersi dopo una settimana con quella, dopo aver scaricato un’altra  dicendo <Sai, credo che in tutta questa confusione, io debba stare solo> [Ahahahah, seee, come no. Immagino tu ti senta mooolto solo con lei]
12. Negare l’evidenza. [Altro classico, per cui è nato pure il motto “negare, sempre”! Bisognerebbe anche negare di esserci state poi, con chi nega l’evidenza]
13. Rispondere nei modi più sconclusionati davanti ad un “ti amo” [Allora, se non sai che dire, non dire nulla, per cortesia. Evita i “grazie” – che poi mi tocca aggiungere “ma si figuri non c’è di che” – e i “non esageriamo” – che sono un po’ un pugno in uno stomaco]
14. Invitare una ragazza nel cuore della notte a chilometri di distanza, e poi scaricarla una settimana dopo [Ehm, mi sono persa qualche passaggio?]
15. Andare a scusarsi di una mossa di troppo sotto i fumi dell’alcol dicendo: <Scusa, se l’ho fatto è solo perché ti trovo bellissima> [No, se l’hai fatto è perché ti sei scolato qualsiasi cosa di liquido presente qqui dentro, compresa l’acqua delle piante]
16. Rispondere alla richiesta di uscire in momento critico <No, guarda, mi viene a prendere Tizio, ormai gliel’ho detto, meglio di no>, salvo scoprire che poi insieme a Tizio, c’era un esercito di Sempronie [Eh, m’hai fatto fessa ‘na volta, a quelli dopo è andata peggio]
17. Pronunciare le parole <Voglio fare all’ammmore> [Non sono riuscita a commentarla questa, chiedo venia]
18. Passare la propria mamma al telefono dopo che lei avevi detto <Andiamoci piano ok?>. [Oh? Ma mi senti?!? Ho detto p-i-a-n-o!]
19. Ringraziare della pazienza avuta, e continuare a fare esattamente come prima. [E vabbé, ringrazia al cielo che ci tengo il giusto, ma sono una donna, non sono una santa]
20. Urlare. Sì, urlare, avete capito bene. Ma non durante un litigio, o in curva nord. No no, proprio urlare. Così, a cacchio, a un certo punto, fate conto in mezzo ad una festa, o in mezzo ad una strada, girarsi e fare “Aaaaaaaa”! Eh, urlare. [In tal caso in effetti una deve pur capire che si è in presenza di soggetto alquanto bizzarro eh. Ma cazzo ti urli? Ti sembro Cita?]

Uomini, quello strano mondo