Il pesce grande e quello piccolo
Inutile girarci intorno. C’è chi può, e chi non può. C’è chi trasuda potere, chi lo ostenta, chi lo usa e buonanotte ai suonatori, del resto importa poco.
Premeso che detesto gli abusi. Premesso che il vero potere, come la ricchezza, non ha bisogno di essere spiattellato davanti al naso degli altri con arroganza. E premesso pure che odio l’arroganza, questo è: certe cose si possono discutere, ma con i mulini a vento non ha mai vinto nessuno (e c’è una terribile assonanza tra “vinto” e “vento”, a farci caso).
No, non è rassegnazione. E’ strategia. Il nemico lo combatti prevendone le mosse, e l’unico modo per farlo e stare attento alle sue. Specie se il nemico ha il coltello, e tu un cuscino come scudo. Un altro modo è girargli le spalle e scappare a gambe levate, per farla meno retorica e meno eroica (che poi, anche in questo caso, si dovrebbe contare su buone gambe e buon fiato, che non è mica poco).
Diplomazia, sangue freddo, e una buona dose di pazienza esaurita: tre ingredienti per la ricetta della sopravvivenza. Chiedere quando sai di poter ottenere, distruggere quando sai che rimarrà solo cenere (no, non nel senso “cenere siamo e cenere ritorneremo”, vediamola in ottica più laica, tipo balle di polvere che spazzi via quando ti sembra sia rimasta solo sporcizia).
Sorridere, sorridere. In faccia al potere, quello bieco, quello del pesce più grande che mostra i denti davanti al più piccolo, solo perché quello più grosso di lui è in gita da qualche parte.
Sottoscrivo. E forse ti capisco anche un po’, soprattutto il passo sui mulini a vento.
Da adolescente sono cresciuta con l’assioma che è da ignobili codardi fare i forti con i deboli e il debole con i forti, sentirsi un pescecane di fronte ad una triglia (!) – per utilizzare l’immagine ittica che hai usato tu – e provare a papparsela mostrando la scintilla tra i denti a mò di grande vincitore. E poichè, nella mia vita, tendo ad esser più triglia che pescecane ho imparato, come dici tu, ad osservare le mosse del nemico per concludere, ogni volta, che son pieni di debolezze, altro che potenti. E non ci resta che ridere di fronte a questi finti potenti e lasciare che ci inseguano fino a mozzargli il respiro perchè star dietro alle triglie (piccole e veloci) con il fardello della boria addosso, alla fine stanca.
A quel punto, la triglia, si siede sullo scoglio e guarda la carcassa del pescecane galleggiare… :-)
mi avete fatto venir voglia di una grigliata di pesce!!!!!
@simone già, la peggior razza…
@Santa quando passa sto cadavere festa grande tutti insieme… ha da passà…Bellissimo il racconto sulla scia della metafora… posso chiamarti monaca tibetana? :)
Ecco, visto che già mi chiamo Santa, Monaca tibetana chiude il cerchio! sigh :-)
…e senza il pesce…la famiglia…
Capitano persone così,ed è inutile dire che c’è poco da fare se non aspettare il momento giusto. Anche se a dire la verità l’impeto del momento porterebbe ad una soluzione immediata, sul posto senza fronzoli e mediazioni di alcun tipo. Lascia perdere persone così prima o poi avranno la loro giusta ricompensa. L’arroganza è una grande brutta bestia.