Facebook, l’alien network

Devo premettere che non ero d’accordo a fare un articolo sul lancio d’agenzia che riportava sottostanti dichiarazioni sul popolo Fb. Questa polemica sulla tecnologia demoniaca (guarda caso dalla tv  in poi- forse prima, smentitemi – qualsiasi mezzo sia entrato nella vita delle persone a pieno regimecambiandone le abitudini ha scatenato reazione da anti satanisti incattiviti), ha stancato. Non per partito preso (le “derive” esistono), ma per il semplice fatto che come al solito le dichiarazioni non sono affatto argomentate. Prima si osserva sprezzanti, poi si assiste al dilagare del fenomeno, e poi lo si attacca con rito che niente ha da invidiare a quello Vodoo. E finisce che prima i “pazzi alienati” erano quelli che stavano sempre al cellulare, poi quelli che usavano più di una chat, e ora, ovviamente, chi bazzica in social network di varia forma (che poi scommetto che altri nomi di aggregatori non rientrano nel glossario di questi grandi “esperti”). Per cui dopo MySpace (uuuuhhh, utenti incalliti e “spammosi” !- notare che ho MySpace, ma non lo uso mai per questione di gusti) e Second Life (uuuuhhh, utenti depravati e potenzialmente pedofili!), è il turno di Facebook. Ovviamente, essendo costituito in maggioranza da utenti riconoscibili, gli “esperti” si sono guardati bene dall’usare termini invece abusati all’epoca di Sl (non finita ma dimenticata), come “violenza”, “pedopornografia” e chi più ne ha, più ne metta. L’utente Facebook è semplicemente uno “sfigato” (aspè, forse si sono spaventati a dare di depravati ai politici che lo usano). Oooh, ecco. Ma che bello, ci hanno detto quello che siamo: sfigati (lo penso da una vita, ma nell’originaria accezione di “persona non particolarmente fortunata”).
Dopo questo inciso, più lungo del post, c’è da dire che dopo il tam tam su siti e quant’altro, la notizia non si poteva evitare (fosse altro che per l’appeal di lettura). Quindi, l’ho scritto, e pure firmato. Con qualche stilettata, spero. Eccolo qua, uscito sull’edizione di giovedì 23 ottobre di DNews.

<<Usi Facebook? Sei un trentenne solo, e per giunta nostalgico. Ecco il nuovo identikit del “chattante perpetuo”, dell’uomo italiano abbarbicato alla tastiera. Lo dice l’E ur o da p (Associazione europea disturbida attacchi di panico). Si sa,ad ogni avvento di qualsivogliasocial network o tecnologia che funzioni la storia si ripete: è sulla bocca di tutti (e sulla tastiera di tutti, visto che le ultime stime danno un milione e
369 mila italiani iscritti), nel bene e nel male. E così, dopo la demonizzazione di Second Life, arriva quella della rete che ha  registrato un incremento di visitatori del + 961% in un anno. «Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perchè hanno decine e decine di “amici virtuali”, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di “sfigati”», dice senza mezzi termini
Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell’Università Gregoriana di Roma. «Ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso – incalsa Paola Vinciguerra, presidente Eurodap – questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti». E a proposito di categorie, gli esperti ne hanno tracciate alcune, tra gli utenti di Facebook (ormai “Fb”, per gli amici, appunto): i nostalgici, i latin lover virtuali, i cuori infranti, i troppo soli, gli insoddisfatti, quelli della pubblicità, e quelli con l’alter ego. Forse ne manca una: le personeche restano in contatto come sugli altri social network, con un po’ di vanità e voglia di pettegolezzo.<<

Detto questo, per chi fosse riuscito ad arrivare alla fine del post, rimando a chi parla sapientemente di questo e altro da secoli (io come al solito mischio “pancia” e quel posco che so, quando so – domanda: ma so?), ovvero Antonio Sofi, che in questo post approfondisce la questione con link vari. Scusate il tedio, e la non proverbiale tempestività in merito, ma ne ho riparlato a cena e mi sono innervosita un’altra volta.

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