Vis à vis
Uff, non ricordo di cosa volevo scrivere.
(Bugia, lo sai benissimo di cosa volevi scrivere).
Insomma ho aperto la pagina, username, password, blog, eccoci: "Organizza/Scrivi". Oh, niente, non ricordo.
(Dile, smettila, dai che lo sai… è che in fondo non ne hai voglia).
Pensavo che, ecco, insomma… sì poi no, o forse sì non è stato proprio mai, e che ne so. E quindi, in sostanza, che faccio? Scrivo del nulla? E dai, pare brutto.
(Senti, ma non dire idiozie: dai, ce l’hai lì, sulla punta delle dita. E’ che non hai la minima intenzione di essere retorica, e tanto meno di scrivere quello che pensi in questo esatto momento. Si sa, scrivere conferma, mette nero su bianco. Non è il caso).
Uno un’idea se la fa, per carità, non dico di no. Non sempre apri la pagina bianca e realizzi che non sai da dove cominciare. Di solito lo sai. Almeno l’inzio.
(Oppure ti fai prendere la mano e…)
Oppure uno si fa prendere la mano, ma ora, così, su due piedi e due tacchi, non ne ho intenzione. Devo forse dire qualcosa?
(Sì, lo sai bene, falla finita di fare la finta tonta).
Uno dice qualcosa se c’è un concetto, frasi articolate, di senso compiuto. Un filo logico da seguire,
un perché e un per come.
(Eh, perché?)
E cosa vuoi che ne sappia io.
(Ecco vedi? E’ che non lo sai).
Oh… senti. Direi cose che vorrei rimangiare il secondo dopo.
(Sicura-sicura?).
No.
(Lo sapevo).
E no dire che lo sapevi.
(Sì, me lo sentivo).
Ti odio.
(Io no. Lo sai che in fondo sono dalla tua parte. Anche se ti cazio, e ti dico che sei la solita. Sì, devi migliorare, e affina un po’ di tecnica tesoro, sennò non ne esci mai. Detto questo, lo sai che approvo).
Ma che razza di appoggio è? "Lo sai che approvo"… che culo.
(Uuuh… e dai, su).
Non mi dire "e dai su", sai che non sopporto chi cerca di dare una mano con l’entusiasmo di un bradipo
e l’ovvietà di un semaforo: che dopo il verde lo sai che viene il rosso, e via di seguito.
(Lo so che stai ridendo).
Sorridendo, per l’esattezza.
(Ok ok, non t’incazzare).
Mi hai già fatto incazzare, con tutte ‘ste analisi.
(Da quale pulpito).
Appunto, ti pare che ne abbia bisogno? Allora, la situazione è già analizzata, per quel che mi riguarda. Va bene? Chiaro?
(No, ma facciamo che stasera ti assecondo).
Non sopporto nemmeno di essere assecondata.
(Leva quel muso, non ti si può guardare).
Lo levo quando mi pare, se non ti piace gira altrove.
(Eh, potessi…).
Cosa?!?
(No, niente…Dile?).
Oh.
(Beh?).
Che vuoi.
(Non tenermi il broncio).
Senti, lo sai che l’altro giorno, quando pensavamo no, ti ricordi no? Ecco, non so mica se son contenta di quello che abbiamo deciso.
(Sì che lo sei. Può non essere il massimo delle cose che hai fatto in quel campo, ma lo sai che non avremmo potuto fare diversamente. Sei così, siamo così. Dai, lo so che non ti si tienea bada. Quante volte ci ho provato? Sei così – e a me piace pure, per inciso – quando decidi, decidi. Sei schizzata, c’hai il palletico, come si dice dalle parti dove se cresciuta. E lo sai benissimo, perché lo sai, che ti senti una spanna sopra, per certe cose, proprio per questo. Tu prendi, vai, fai, dici. Lo fanno tutti? Eh no).
Eh, ma sono una delle poche idiote a farlo, forse c’è un motivo.
(Sì, il motivo è che su questo punto siamo sempre d’accordo).
D’accordo.
(Vedi? Eh eh, quanto ti conosco).
Già.
(E so anche cos’hai pensato).
Ovvia, sentiamo.
("…e cambio posto e chiedo scusa/ ma qui nessuno è come me).
E cambio numero e quartiere, fintanto che nessuno è come me.
due parole : semplicemente geniale!
zore
Ehm….si chiama sdoppiamento della personalità! Mai provato con un buon psichiatra??! Al prossimo post mi immagino frasi tipo “il mio tessssoro!!!”
condivido…semplicemente geniale
molto simpatico :-)
un caro saluto!
Grazie qualquna! Meglio riderci sopra no? Non sempre riesce, ma l’autoironia è una grande forza.
“E cambio numero e quartiere, fintanto che nessuno è come me.”
Pensavo proprio questo stamattina.
Ciao Dile, a presto!
:*
Antonella