Gira e rigira, ricalcolo
Presente quando prendi una strada, convinta che ti porti dove devi andare, e ad un tratto, mentre guidi, finisci di pensare a chissà cosa e tutt’un tratto realizzi che forse stai sbagliando? Sì, quei momenti in cui in testa si crea la mappa delle svolte e dei semafori ma la vocina interiore ripete come un navigatore “ricalcolo, ricalcolo, segnale satellite debole”. Ecco, così. Un po’ spaesata, cerchi di ricordare. Ma nel percorso mentale, dopo quell’angolo, non ti ricordi proprio cosa cè. E dire che quasi quasi eri convinta di aver capito.
Accosti, pensi ” no, senti, ma ti sei mica ammattita?! La sai la strada, la sai. E’ che hai cambiato, ti sei persa qua là e su e giù, tutto qui”. Calmati, rifletti.
Riparti, ma non sei tanto convinta. E’ che a quel posto ci vuoi arrivare, e sì, forse ti perderai. Ma ti dispiace davvero?
ahahah lo sta leggendo una che convinta che stava tornando ai castelli roma ha preso il raccordo dal lato sbagliato ed è arrivata a tivoli…. lasciamo stare guarda!!!! ciao ciao
Non parliamo di perdersi a Roma guarda… in questo caso era metaforico, ma in quello pratico ho decine di esempi… la prossima volta chiamamoci e chi è più vicino ad una mappa entra in soccorso! ahahaha
Ripartire…che poi alla fine sta proprio lì la fatica. Perdersi? Fuggi dalle persone che non sono più capaci di farlo! No, alla fine è vita ed emozione…e dispiacersi non vale!!!
Già… chi non sa più perdersi forse non vuole, semplicemente (mica tanto semplicemente…). E’ ripartire che è dura… e sopratutto, scegliere da quale parte farlo!