Weekend

La prima pioggia. Batte con insistenza metodica sul parabrezza di un sorriso malinconico, che cerca di coprire il magone, aggrapparsi alle strade conosciute a memoria, agli occhi pieni di affetto, anche se chiusi dal sonno o dal pianto.
La prima pioggia che non te l’aspettavi, la prima pioggia che già fa fresco.
In macchina, ricordando passioni infantili, riscopri negli occhi di tuo padre la dolcezza di chi si ricorda.
In macchina, ricordando la vita tra i banchi di scuola a due a due, riprendi le fila di qualcosa non sembra essersi mai sfilacciato.
In macchina, che anche quella via che non è gran che ti sembra magica; che si, è bella un’altra città, ma casa è casa.
In macchina, con la cena pesante nello stomaco e la sigaretta che fuma fuori dal finestrino.
In macchina, che ti preoccupi di chi non ha voglia di guidarla.
In macchina, che una canzone fa più male del solito, e la seconda non aiuta.
In macchina, perfortuna che questavolta per partire non l’ho presa.

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