Firenze-Roma, in compagnia (fino a Valdichiana)

Ho avuto conferma che esistono automibilisti simpatici, e altri meno. E il bello è che li riconosci da come guidano. Lo capisci subito. Metti oggi, sulla solita tratta Firenze-Roma. Davanti a me un’auto che era una via di mezzo tra un furgoncino e un’utilitaria. Bianca. Il conducente aveva tutto il finestrino abbassato, perché la sua mano sinistra sbucava appoggiandosi allo sportello. Non so perché, ma mi stava simpatico il suo modo di "commentare" con i gesti le manovre degli altri automobilisti. Muoveva il palmo in un modo, come ha fatto davanti ad una macchina che ha tagliato la strada sulla corsia di sorpasso, che sembrava dire "mah!!! Possibile che uno guidi così?".  E già lì mi è andato a genio, perché è un po’ quello che faccio anch’io di solito, agitando le mani davanti al volante.
Dopo averlo sorpassato, me lo sono ritrovato dietro. Io non riuscivo più a spostarmi sulla corsia di sinistra, e nemmeno lui vista la fila che scorreva. Mi stava praticamente incollato, ma senza mettermi quell’ansia che di solito mi trasmettono quegli odiosi conducenti che si appiccicano al paraurti con simpatia. Dopo un po’ ce la fa, ma io resto al mio posto.
Arriva la svolta di Valdichiana, e lui mette la freccia. Continuo, dietro gli occhiali, a guardare la sua macchina (l’avevo detto che mi ispirava simpatia). Distrattamente, con la coda dell’occhio, mentre gira all’uscita, noto un movimento della mano, quella fuori dal finestrino: mi sta salutando. Scoppio a ridere. Certi automobilisti sono proprio simpatici, e forse lo sanno.

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