Posted by Diletta Parlangeli on Mag 17, 2008 in
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C’è una persona che credeva di non averlo mai visto, ma di quell’albero ha osservato tutto, fin dal seme. Per non calpestarlo gli ha costruito un recinto, piccolo e colorato. E poi si è seduta a guardarlo. L’acqua dispensata con parsimonia, la cura eccezionale ma discreta. E’ rimasta sotto il sole e sotto la pioggia, anche quando non si vedeva che terra, anche quando quel seme stava crescendo tutto dentro, senza farsi vedere. Era sutto sotto la terra calda. Quella persona ha tremato, quando non si scorgeva niente. Non una foglia, non un fiore. Non un piccolo ramo, non un piccolo fusto. Ha tremato e scongiurato che non restasse solo desiderio.
Adesso c’è tutta una forza dentro. Non è nel robusto tronco, quello che vedono tutti e che fa paura ai bambini perché è troppo alto per salirci su. Sta nei frutti. Piccoli, rossi di passione che nasce al sole. Rintanati tra le foglie, rifugio confuso e affollato di fantasmi di ragnatele e parassiti di un destino contrario. Sta nella pazienza. Nell’equilibrio di un corso naturale lungo e faticoso. Nella ragionevolezza dell’essere di fronte alla totale aridità e nell’irragionevole convinzione che dai rami secchi nascerà qualcosa. A piccoli e inesorabili passi. Poco a poco, con la calma delle stagioni e la furia della linfa.