E che non sia sempre il solito sesso

Max Gazzè torna con “Tra l’aratro e la radio”. Un regalo di un amico farmelo scoprire. Piacere che ora sento il dovere di condividere con chi passa da qui. In particolare (non è la più bella, ma mi sta facendo impazzire) “Il solito sesso”, singolo che ho sentito girare anche in radio (da ieri, arrivo un po’ in ritardo). Mi sembra che parli della bellezza dell’amore quando arriva all’improvviso. Racconta le relazioni che nascono ad un età  in cui “sembra tutto meno importante”, ma nascono. A dispetto delle ferite, delle esperienze (le famose esperienze pregresse che rovinano tutto il presente), in barba ai pregiudizi, agli anni, a tutto. Descrive di quando ti si azzera la salivazione, di quando incroci due occhi e vorresti solo averli addosso più tempo possibile. Di quando “chi sene frega degli altri, voglio solo parlare con te”, di quando “è passato un secondo ma ho già voglia di tornare da te”. Ah, beata passione,  beata irriverenza che viene accolta, beata pancia. Pancia, pancia, pancia, solo quella, per certe cose.

Il solito sesso

Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.

Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora zitta, non parlarmi nemmeno.

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!

Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.

Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te vicino almeno servisse.

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!

Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…

ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!

Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua
presenza…

dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!

Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…

ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!

Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.

Mentre vivo, musica, viaggio