Evviva la ciccia

Nessuno provi ad entrare in un ristorante toscano e chiederla «ben cotta». La fiorentina tra le colline è un culto, più sacra della statua di Dante e del giglio simbolo del capoluogo. Per questo il definitivo via libera della Commissione europea alla bistecca  con l’osso proveniente da bovini di 30 mesi avrà fatto spuntare diversi sorrisi in riva all’Arno (e oltre). «La decisione di oggi è un’ulteriore riflessione sui progressi che l’Europa ha compiuto contro la Bse (morbo della Mucca Pazza, ndr)»  afferma in una nota il commissario europeo alla Salute, Androulla Vassiliou. Nello specifico, il regolamento di Bruxelles prevede di innalzare da 24 a 30 mesi l’età dei bovini per i quali è consentita la commercializzazione di carne con la colonna vertebrale, dopo che l’Unione Europea aveva imposto l’eliminazione della colonna vertebrale prima a 12, poi a 24 mesi, per contrastare il morbo della mucca pazza. E Coldiretti, alla notizia del ritorno in tavola della  carne, già prevede una ripresa dei consumi della carne bovina, in calo del 3,1 per cento nel 2007, anche grazie al rilancio delle antiche razze bovine italiane. È un riconoscimento per gli allevatori che hanno investito sul fronte della qualità,  tracciabilità,  genuinità e sicurezza dei prodotti, dice Coliretti. A seguito dell’emergenza «mucca pazza» gli allevatori nazionali hanno aumentato nelle stalle gli esemplari di razze autoctone e oggi l’Italia può contare su circa 120.000 animali riconducibili alle cinque storiche razze italiane, con un aumento di oltre il 20 per cento rispetto al 2001.

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