passato, presente, futuro

Eccoci qui, si entra nel vivo. E ancora non è niente, immagino. Mi guardo intorno e cerco di prendere le misure. Mail, chiamate. <Buon giorno, sono Diletta Parlangeli, chiamo dalla redazione di un nascente quotidiano, DNews>. Cerco di decifrare il futuro dei rapporti con i colleghi, anche se è presto. Inevitabile il parallelo con l’atmosfera de Il Firenze. Quello splendido, fortuito e fortunato incontro di persone entusiaste. Piccole fuori e grandi dentro. Il pensiero corre al passato perché è iniziato tutto lì. Con quel corso facoltativo all’Università, con quel volto autorevole che è diventato tanto caro, con quel colloquio dall’accento romano. Con quegli occhi azzurri che dall’alto mi hanno scelto. Con quella mano sulla spalla che mi ha dato fiducia e mi ha buttato tra la gente, per raccontarla. E adesso manca la sua presa sulle notizie, che spero con il tempo di avere anche io.

E poi loro, tutti loro, adesso che sono catapultata in questa nuova città, li penso uno ad uno. Le nevrosi, i sorrisi. Tanti. Ancora caldi e confortanti.

Adesso si riparte, si ricomincia. Un’altra volta davanti alla sindrome di Stendhal davanti al colosso informativo. Sperando che prima o poi sia lui ad avere una sindrome davanti alla mia penna (seeee, bel sogno).

dnews, giornale, Mentre vivo