Il libro in più

Già da qualche giorno ho finito di leggere l’ultimo libro di Fabio Volo “Il giorno in più” – Mondadori, 15.50 euro – (che si è incastrato davvero come “un giorno in più” nella mia lettura di “Tra i due palazzi” di Mahafuz).

Ho letto tutti i testi di Volo tranne il primo, e questo è decisamente il più bello, molto più di “un posto nel mondo”, e più vicino a “E’ una vita che ti aspetto”.

Solito spaccato sulle generazioni over 30, accattivante e divertente. Solita anche l’attenzione al rapporto con il genere femminile, analizzato nelle sue molteplici sfaccettature, da quello materno a quello amicale, da quello con la “trombamica” a quello con la donna dei propri sogni. Personaggio perfetto: Michela. Arriva nella vita di Giacomo in punta dei piedi, e continua ad essere un’acqua cheta fin quando non riesce a rovinare i ponti ostili della convinzione e della certezza di un uomo che ha poco da dire alle donne (o almeno lo fa credere). Tra un inconveniente e l’altro finisce per essere una storia d’amore originale. Basata sulla giusta leggerezza da cui prendono forma le cose migliori. Lei si scaglia contro gli ostacoli come un fiume in piena e li travolge. Riesce a compiere i passi più difficili di una danza senza sforzi apparenti, come una ballerina che volteggia con una naturalezza che rischia di far dimenticare gli anni di sbarra ed esercizi. Ma lei è quello che ogni donna dovrebbe voler essere: indipendente, allegra, sicura, divertente. Nessuna scena isterica, nessun vittismo parossistico, nessuna caduta di stile. Semplice e allo stesso tempo elegante, emancipata e creativa. Arrivarci ai 38 (o quanti ne ha, non ricordo bene, forse 34) così.

Frasi “empatiche”:

“I politici parlano sempre di un futuro migliore. Forse si riferiscono al Paradiso”.  :)

“Adesso che stava partendo avrei fatto qualsiasi cosa per rivederla […] Come quando vieni lasciato in una storia e ti svegli disposto a fare tutto per farla tornare da te. Di solito è troppo tardi”

“Non ho mai attaccato bottone con lei per paura di diventare uno di quelli che, appena una sorride, subito pensano che ci stia. Poi una donna finisce che non sorride più a nessuno. Non è vero che se la tirano: spesso non sorridono perché se lo fanno gli uomini pensano subito che ci devono provare”

“E’ come se ci fossimo incontrati nella porta girevole di un hotel. Ci siamo salutati, ma stiamo andando in due direzioni opposte”

“Negli anni, soprattutto con le donne, ti sei costruito un muro. Io lo vedo. Lo avevi fatto anche con me. Il problema è che poi, a forza di costruirlo, sei diventato tu stesso il muro. Un muro che si può percorrere, ma non oltrepassare”.

“Si è sempre un po’ di schiena in libreria”.

“…qualcosa di strano, di paranormale nelle donne c’è. Per esempio, è indiscutibile la capacità di sapere di chi essere gelose. Vengono a trovarti sul posto di lavoro, dove ci sono dieci donne. A te ne piace solo una. A casa, la sera, ti faranno domande solo su quella”.

“…era una di quelle persone che probabilmente  tutti, prima o poi, incontriamo almeno una volta nella vita. Quelle persone che per un motivo inspiegabile e misterioso ti agganciano e non riesci a lasciare finché non ti distruggono e ti fanno in mille pezzi. […] Quelle persone alle quali diamo un’importanza enorme: pendiamo dalle loro labbra, dal loro giudizio. Basta una parola negativa e tutti i complimenti che ci hanno fatto fino a quel momento non hanno più valore. Hanno il potere di annientarti o di innalzarti con una sola parola”.

“… da troppo tempo indossava la mia curiosità”

“Come quando mandi un sms ad una persona che ti piace e non ti risponde subito. Dopo averlo inviato lo rileggi ogni tre secondi e guardi anche l’ora dell’invio”.

“Spesso mi piace fantasticare sul fatto di vivere in un posto tranquillo in campagna o al mare, ma la verità  è che cresciuto in città e la città mi piace”.

<Lui voleva qualcosa da me che non potevo dargli. L’unica cosa che potevo fare, come atto d’amore, era non fargli perdere tempo con me. Se fossi rimasta con lui sarei stata ingiusta nei suoi confronti>

<Sono indipendente. Difenderei  questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch’io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola>.

<Vorrei un uomo che c’è>. <Che vuol dire>? <Io so cosa intendo, anche se non riesco a spiegarlo. Un uomo che c’è.  E’ uno sguardo. Uno sguardo dietro a tutto. E’ un modo di guardarti in silenzio che significa tutto per me. Significa che c’è>.  Michela parlava liberamente e, alla fine, sembrava cercasse nelle persone le stesse cose che cercavo io.

“Il massimo che puoi capire dell’altro è il massimo che puoi capire di te stesso”

“MI aveva regalato un balconcino sul mondo”

<…Molti uomini, dopo un po’ che li frequenti, diventano come le canzoni di un cd>. <Che vuoi dire>? <Che sai già quale viene dopo.E quando finisce unua canzone nella testastai già iniziando a canticchiare quella dopo. Parlano e tu già sai dove vogliono arrivare. Anche quando ci fai l’amore, ti baciano e ti toccano e sai già dove andranno con la mano. Comunque… mi piacciono quelli che alla prima sera ci provano o ti fanno capire che gli piaci, ma non insistono>.

“In quei giorni dovevo abbandonare l’armatura che mi aveva aiutato a vincere le battaglie nella prima fase della mia vita. Ci sono persone che non riescono a costruirsi l’armatura e altre che non riescono più a liberarsene”.

“Con Michela il tempo profumava di camino. Di conoscenza”.

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