Mani
Ho visto le mie mani tremare e poi battere i pugni forte dalla rabbia. Le ho sentite accarezzare dolcemente pelli di cui hanno ancora l’odore addosso, perdendosi nelle pieghe del viso e del corpo. Le ho viste salutare con calore persone perse di vista, ritrarsi nelle tasche per averne incontrate di poco gradite. Le ho sentite bollire d’emozione e gelare dallo sconforto, afferrare forte qualcosa di raro. Le ho osservate con perizia mentre cercavano di staccarsi da un dolore consumato, le ho viste incerte nel far scivolar via qualcosa di nuovo e prezioso. Sono tese ad aspettare altre mani, sono chiuse di paura e serrate di dubbi. Spesso fredde, da riscaldare. Hanno preso tra i palmi i volti degli amici, asciugate le lacrime e conservati i sorrisi. Le insenature hanno costeggiato quelle della bocca e del naso delle persone care, sfociando nel mare della fronte pronta per un bacio. Ticchettano parole e coordinano i pensieri confusi. Si aggirano disilluse e stordite sui fianchi, acciuffano la voglia di liberarsi dalla stanchezza. Sono grandi per accogliere la fatica, e vibrano forti in attesa della gioia.
“Le mani sono il condensato dell’unione tra mente e cuore”, Claudia Bombardella, musicista, compositrice e ricercatrice