Voglio ridere
Voglio ridere. Voglio scoppiare in una fagorosa risata che frastuoni e stordisca. Tutt’intorno, che non si senta che l’ilarità della mia gola, della mia pancia. Ce ne sarà per tutti. Alcuni si dovranno tappare le orecchie, perché la mia allegria farà male. Altri che nemmeno mi conoscono inarcheranno gli angoli della bocca perché la gioia altrui fa stare bene comunque, anche se la incronti ad un angolo di strada, in un paese che non conosci. Come quella che si incastra a perfezione tra le guance paffutelle di un bambino. Quel riso pazzo, senza nodi in gola. Che fa venire i crampi allo stomaco e le lacrime sulle guancie. Senza interruzione, per un attimo infinito.
Sai che c’è? C’è che adesso rido.