Tum. Tum. E’ la musica

Posted by Diletta on Gen 24, 2008 in Mentre vivo, musica |

Credo che la musica sia come un sentimento. Almeno, a me è sempre successo che una canzone facesse battere il cuore. Va con le stagioni, smuove le corde dell’essere. Come se ci fosse un filo che parte dalle orecchie e arriva fino alla pancia, un filo che viene sfiorato, e tu ti senti il cuore a mille per un semplice accordo di chitarra o una modulazione della voce. Che poi ti chiedi come sia possibile che certi brani siano così perfetti. Alcuni passaggi in particolare, ti fanno venire i brividi e nemmeno sai perché. E’ una sensazione sulla quale mi sono sempre interrogata. Come si generi, quale reazione chimica l’accompagni.

Mi succede spesso di innamorarmi di qualche raccolta, allora la ascolto fino alla noia. Mi piace imparare le parole, entrare prima del cantante sulle strofe. Certe volte mi diverto persino ad inventare gorgheggi dove non esistono, per rendere la canzone ancora più mia. E poi, anche con la musica, sono un po’ retrò. Che c’entra, ascolto le ultime uscite, ma il gusto più sublime è quando ripesco o scopro grazie a qualche cd di anni fa, che mi fanno impazzire. E’ lì che sorrido delle nuove scoperte, che sono fiera di aver esplorato territori da sola, come tracciassi un percorso di un viaggio su un mappamondo.

L’ultimo è un’imboccata di un conoscente fiorentino a Roma, Tommaso. La sua casa è piena di vita e di cd, e tra questi è sbucato “Stato di calma appartente”, di Paola Turci (2004). Ho sempre creduto che fosse un’artista italiana tra le più sottovalutate, e ho confermato l’idea. Riporterò il testo di un brano dell’album nei prossimi giorni. Delicata, originale. Una voce calda che sa di donna.
Tornata alla base mi sono precipitata da Ricordi, e un’altra cosa bella del farsi piacere i cd vecchi, è che seppur originali, li paghi niente. Quattro euro e novanta e mi sono intascata uno dei migliori cd della mia discoteca (modesta, ma discreta).

Sì, certe sonorità ti prendono proprio alla pancia, come un sentimento. E ti riscopri, ti rivivi attraverso le vibrazioni e le parole che qualcuno ha scritto chissà quando e chissà perché. Il cuore batte d’adrenalina e canti, a squarciagola (farlo in macchina è il mio must).

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